Una nuova svolta nel caso Fauci. Il 10 agosto 2026, i senatori repubblicani Ron Johnson e Rand Paul hanno reso pubblici alcuni messaggi estratti dal telefono di lavoro di Anthony Fauci. In questi scambi, datati gennaio 2021, l'ex direttore del NIAID discuteva con altri alti funzionari sanitari di un rischio teorico di aborto spontaneo legato al vaccino anti-COVID-19 nelle donne in gravidanza durante il primo trimestre. Pochi giorni dopo, dichiarò pubblicamente che non erano stati identificati segnali di allarme. Queste rivelazioni, che giungono dopo il voto di sfiducia al Congresso del 6 agosto, riaccendono il dibattito sulla trasparenza delle autorità sanitarie e sul consenso informato. Ecco i fatti e il contesto essenziale per comprenderli.
Cosa dicono davvero i messaggi di testo
I messaggi provengono da uno scambio avvenuto il 25 e 26 gennaio 2021 tra tre figure chiave della risposta sanitaria americana: Anthony Fauci, Rochelle Walensky, all'epoca direttrice del CDC, e Vivek Murthy, futuro chirurgo generale nell'amministrazione Biden. Fanno parte di una raccolta di oltre 34.000 messaggi di testo e 522 messaggi vocali acquisiti dalla Commissione per la Sicurezza Interna del Senato nell'ambito della sua indagine sulla gestione della pandemia.
Nel messaggio centrale del caso, Fauci scrisse di aver consultato i suoi contatti e allertato i colleghi: molte persone stavano manifestando febbre alta e una significativa reazione infiammatoria dopo la seconda dose, una reazione che in teoria poteva essere associata a un aborto spontaneo nel primo trimestre. A quanto pare, Rochelle Walensky era d'accordo. Da parte sua, Vivek Murthy menzionò gli avvertimenti dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, che all'epoca sconsigliava il vaccino Moderna alle donne in gravidanza a causa della mancanza di dati, nonché dei dubbi sui possibili effetti sul feto.
Gli scambi di opinioni rivelano anche un dibattito più ampio: Fauci ci ricorda che le donne in gravidanza devono valutare i potenziali rischi rispetto ai benefici della vaccinazione, che il COVID-19 può essere una malattia grave durante la gravidanza e che la FDA, il Comitato per i vaccini dei CDC e l'American College of Obstetricians lasciano alle donne in gravidanza la libertà di scegliere se vaccinarsi o meno.
Il contrasto con il discorso pubblico
È proprio questa discrepanza ad alimentare la controversia. Una settimana dopo questo scambio privato, il 3 febbraio 2021, Fauci dichiarò pubblicamente che la FDA non aveva individuato alcun segnale di allarme tra le oltre 10.000 donne incinte che avevano partecipato alle sperimentazioni del vaccino e al relativo follow-up fino a quel momento. Successivamente, in qualità di consulente medico della Casa Bianca, dichiarò che i dati relativi a decine di migliaia di donne incinte seguite dal CDC non mostravano alcuna indicazione di un aumento degli effetti collaterali e che era assolutamente chiaro che le donne incinte avrebbero dovuto vaccinarsi.
Per i senatori repubblicani, questo contrasto è schiacciante. Ron Johnson ritiene che questi messaggi di testo potrebbero avere un impatto immediato sulla salute pubblica e sul principio del consenso informato. Il senatore Ted Cruz ha denunciato il fatto che agli americani sia stato detto di rimanere in silenzio e di fidarsi degli esperti, mentre quegli stessi esperti discutevano in privato di incertezze che al pubblico non era consentito sollevare: dati mancanti sulla gravidanza, l'esclusione delle donne incinte dalle sperimentazioni cliniche e i consigli prudenti dell'OMS.
Ciò che i messaggi di testo non dimostrano
Tuttavia, il rigore scientifico richiede alcuni importanti chiarimenti. In primo luogo, Fauci ha parlato esplicitamente di un rischio teorico, ovvero di un'ipotesi meccanicistica da verificare, e non di un effetto osservato. Formulare un'ipotesi internamente fa parte del normale lavoro scientifico in situazioni di incertezza.
I dati successivi non hanno confermato questo timore. Nell'agosto 2021, il registro delle gravidanze v-safe del CDC ha concluso che la vaccinazione precoce con mRNA non aumentava il rischio di aborto spontaneo. Persino i commentatori più critici riconoscono che i dati disponibili non mostrano un aumento a livello nazionale degli aborti spontanei durante la campagna di vaccinazione, sottolineando al contempo l'assenza di un database nazionale completo che tenga traccia delle perdite nel primo trimestre.
Alcune affermazioni che circolano sui social media, come la presunta percentuale di aborti spontanei dell'82% occultata in uno studio, derivano da un'interpretazione controversa dei dati grezzi e non sono supportate dalla letteratura scientifica. Il dibattito legittimo, pertanto, si concentra meno sui pericoli comprovati del vaccino e più sulla questione della comunicazione: le autorità avrebbero dovuto condividere pubblicamente le proprie incertezze anziché ostentare una certezza assoluta?
Questo caso si inserisce in una lotta di potere politico.
Questa pubblicazione non è casuale. Costituisce il primo passo di una vasta analisi dei dati provenienti dal telefono di Fauci, consegnati agli inquirenti del Senato in vista del voto per oltraggio al Congresso. Arriva a meno di due settimane dall'udienza del 29 luglio, durante la quale Fauci si è avvalso del Quinto Emendamento più di 100 volte, e a pochi giorni dal voto della commissione che lo ha dichiarato colpevole di oltraggio.
I democratici denunciano tutto ciò come una manovra politica per fare di Fauci il capro espiatorio della pandemia, mentre i repubblicani lo considerano la conferma di una cultura della segretezza ai massimi livelli delle agenzie sanitarie. Tra le due fazioni, una cosa è certa: ogni nuova rivelazione, a prescindere dalla sua effettiva rilevanza, non fa che acuire la sfiducia del pubblico nei confronti delle istituzioni sanitarie.
Cosa ricordare
Alcuni messaggi di testo pubblicati il 10 agosto 2026 mostrano che Anthony Fauci, nel gennaio 2021, discusse privatamente di un rischio teorico di aborto spontaneo legato alla febbre successiva alla seconda dose del vaccino contro il COVID-34, prima di rilasciare pubblicamente un messaggio del tutto rassicurante. Questi messaggi sollevano seri interrogativi sulla trasparenza e sul consenso informato. Non dimostrano, tuttavia, che il vaccino causi aborti spontanei: studi condotti da allora, compreso il monitoraggio del CDC, non hanno confermato questo rischio teorico. Ciononostante, la vicenda sta alimentando lo scontro tra il Senato a maggioranza repubblicana e l'ex funzionario sanitario, e si attendono ulteriori rivelazioni dai 000 messaggi sequestrati.
fonti
- The Hill: I senatori Paul e Johnson pubblicano i messaggi di testo di Fauci
- Il Washington Post: i legislatori repubblicani pubblicano i messaggi di testo di Fauci sul vaccino e la gravidanza
- Fox News: Gli scambi tra Fauci, Walensky e Murthy sulle donne incinte
- Newsmax: messaggi contrastanti sul rischio di aborto spontaneo
- New York Post: Fauci è stato avvertito in privato del rischio di aborto spontaneo