Isosporosi

Definizione

Definizione

Isoporosi (o coccidiosi), è una parassitosi intestinale causata da un protozoo chiamato Isospora Belli.

sintomi

Fisiopatologia

La trasmissione tra esseri umani avviene attraverso l'ingestione di cisti dalle feci (escrementi).

Le cisti è la forma adottata da alcuni esseri costituiti da una cellula che si disidrata e che si circonda di un guscio protettivo quando l'ambiente diventa sfavorevole alla vita. In questo caso, è ciò che chiamiamo il pericolo fecale potrebbe costituire un pericolo mortale per gli individui immunocompromessi, come le persone affette da AIDS. 

  • La contaminazione avviene indirettamente quando un individuo beve acqua o mangia cibo contaminato da parassiti, più precisamente da quelli che gli specialisti in parassitologia chiamano parassiti. oocisti (il parassita sotto forma di cisti).
  • La contaminazione può avvenire anche direttamente, attraverso le mani sporche in seguito al contatto con una persona infetta.
  • Infine, i fertilizzanti agricoli di origine umana sono un altro fattore che favorisce la trasmissione della malattia (fattore epidemiologico).

Dopo un periodo di incubazione da 7 a 11 giorni, la parassitosi (malattia correlata ai parassiti) si manifesta con la comparsa di un ipertermia, cioè un aumento della temperatura corporea che si associa a dolori addominali e diarrea sanguinolenta, cioè contenente sangue. L'isosporosi non mostra la stessa evoluzione a seconda dello stato del soggetto.

In un individuo senza problemi immunitari, avviene il recupero spontaneamente in una o due settimane il più delle volte. È possibile però che l'isosporosi diventi cronica, cioè si diffonda per un lungo periodo portando ad una steatorrea (presenza di grassi nei sali associati), una sindrome dovuta alla disidratazione (perdita di acqua e sostanze minerali dall'organismo), e una sindrome da malassorbimento.

In un soggetto immunodeficiente, cioè immunocompromesso, o preferibilmente che ha difficoltà a difendersi dalle infezioni, come nel caso ad esempio dell'AIDS, è probabile che la malattia si sviluppi molto grave, e talvolta anche mortale vale a dire portando alla morte del paziente.

 

Epidemiologia

L'isoporosi lo è endemico nei paesi tropicali e subtropicali si riferisce a persistenza, in una regione, di una malattia che colpisce gran parte della popolazione.

Esame medico

Labo

La diagnosi di isosporosi si ottiene grazie al coprocoltura, cioè la coltivazione dei germi contenuti negli escrementi. Viene richiesto (quando possibile) quello che gli specialisti chiamano a enterotest e talvolta è addirittura necessario effettuare a biopsia (un campione intestinale). Il parassita, infatti, si sviluppa all'interno delle cellule che rivestono l'intestino, e più precisamente a livello dell'intestino cellule epiteliali. A volte, molto raramente, la cisti si ritrova direttamente nelle feci.

Traitement

Traitement

Il trattamento dell'isoporosi consiste nel somministrare al paziente cotrimossazolo, o sulfametossazolo, in combinazione con trimetroprim, per un periodo che varia da 10 giorni a 4 settimane.
 

Evoluzione

prevenzione

La profilassi (quando si vuole prevenire l'insorgere di una malattia) consiste nell'educare i soggetti interessati specificando alcune norme igieniche essenziali, come lavarsi frequentemente le mani. In altre parole, è molto importante informare le popolazioni che potrebbero essere contaminate dai pericoli del pericolo fecale (pericoli legati agli escrementi).

D'altra parte vengono insegnati anche comportamenti sessuali a rischio. È importante disinfettare le latrine (bagni) e vietare o regolamentare l’uso di fertilizzanti umani o anche animali.

Infine, quando possibile, deve essere promosso il trattamento delle acque reflue (acque sporche) al fine di proteggere le colture, rispetto alla possibile diffusione di cisti contenute nelle feci umane, o nelle feci degli animali.

In generale, è molto importante lavarsi le mani prima di mangiare, di maneggiare il cibo, dopo aver toccato un animale o dopo aver usato il bagno. Infine, l'acqua assorbita dovrà essere prima portata a ebollizione.